Indicazione per la Santa Cresima

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Indicazione per la Santa Cresima

Ven, 11/24/2017 - 13:54
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Indicazioni ai parroci per la celebrazione del SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE 

“Con il Battesimo e l’Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l’insieme dei «sacramenti dell’iniziazione cristiana», la cui unità deve essere salvaguardata. È dunque necessario spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale. Infatti, «con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la Parola e con l’opera la fede come veri testimoni di Cristo» .

 

  1. PRIMA DELLA CELEBRAZIONE
  1. Rito di ammissione

Il cammino formativo dei cresimandi sia inserito nel più ampio itinerario di introduzione alla vita cristiana, con opportune celebrazioni rituali, e preceduto da un opportuno rito di ammissione tra i candidati al sacramento della Cresima.

  1. L’itinerario formativo verso la Confermazione preveda, oltre alla catechesi, momenti di ritiro spirituale, incontri con testimoni della fede, esperienze di servizio e testimonianze vocazionali di speciale consacrazione, partecipazione a una celebrazione del Battesimo. Opportuna è la visita alla Cattedrale e ad ambienti significativi in cui operano i credenti (Caritas Parrocchiale, Scuole, Ospedali, Case per anziani, ecc.). I cresimandi siano aiutati a coltivare la solidarietà cristiana con iniziative di carità.
  2. L’anno pastorale durante il quale riceveranno la Cresima sia particolarmente curato: il momento dell’accoglienza all’inizio dell’anno sia vissuto possibilmente con un momento festivo insieme: genitori, cresimandi e catechisti.

3.1. In Avvento o in un altro tempo liturgico ritenuto opportuno, vi sia il rito di presentazione dei candidati alla Cresima, durante una celebrazione eucaristica domenicale, presieduta dal parroco. L’eventuale appello nominale dei candidati, fatto dal parroco o da un catechista, può prevedere la risposta dei candidati stessi. In questa celebrazione possono assumere notevole significato: la domanda personale scritta da parte dei cresimandi, unita all’indicazione degli impegni concreti che essi assumono; la testimonianza dei catechisti circa il cammino di fede compiuto dalla Messa di prima Comunione in poi; la promessa dei genitori per una assistenza continua dei loro figli; la presenza del padrino o della madrina

3.2    Sia particolarmente valorizzata la Quaresima con le consegne del Padre nostro e del Simbolo apostolico ai cresimandi.

  1. Spetta al parroco, coadiuvato dal gruppo dei catechisti, valutare pastoralmente il grado di maturazione richiesto ai cresimandi per la celebrazione del sacramento della Confermazione. Se alcuni cresimandi, nonostante ripetuti richiami, partecipano in modo molto saltuario al cammino di fede e alla celebrazione domenicale dell’Eucaristia, siano invitati per tempo a rimandare ad altra data la celebrazione della Confermazione.
    1. Nel tempo della preparazione ai sacramenti dell’Iniziazione Cristiana i genitori, o il familiare che per loro segue il ragazzo in questo cammino, saranno coinvolti con incontri che permettano di riscoprire il valore del cammino di fede che introduce alla vita cristiana. 
    2. Si illustrino per tempo ai candidati alla Cresima e ai loro genitori il senso della figura del padrino, il compito che deve assumersi e le qualità che deve possedere. Le norme e gli orientamenti dati per il padrino del Battesimo sono gli stessi anche per la Cresima.
    3. La comunità parrocchiale sia coinvolta anche attraverso le celebrazioni comunitarie di presentazione dei battezzandi, dei comunicandi e dei cresimandi. I riti di ammissione, almeno nelle parrocchie più popolose, siano programmati all’interno delle celebrazioni festive e manifestino anche con la presidenza del parroco il carattere comunitario degli itinerari di fede. Si valorizzino tutti i ministeri e servizi liturgici: lettori, ministranti, animatori del canto, cantori. 
    4. Se un cresimando è stato battezzato in una parrocchia diversa da quella in cui riceve la Confermazione il parroco richieda il certificato di Battesimo.

 

  1. LA CELEBRAZIONE DELLA CONFERMAZIONE

 

  1. La Confermazione di norma viene conferita nella chiesa parrocchiale, durante la celebrazione Eucaristica, sia perché appaia più chiaramente l’unità dell’iniziazione cristiana, sia per evidenziare il riferimento della Confermazione all’Eucaristia, “fonte e culmine” del cammino di fede. Laddove lo si ritenga opportuno, la celebrazione può avvenire anche a livello interparrocchiale o di Unità Pastorale.
  2. Nella programmazione del calendario delle Cresime si tenga conto che il tempo liturgico pasquale è quello più opportuno per la celebrazione del sacramento, nel qual caso si usino i formulari della domenica o della solennità di tale tempo. Se l’opportunità, la consuetudine o l’impossibilità di stabilire la data delle Cresime nel tempo pasquale indica altri tempi dell’anno, quando la celebrazione si svolge nel tempo ordinario si possono usare i testi della Messa Rituale.
    1. Si preparino per tempo coloro che svolgeranno il servizio di ministranti in modo tale che la celebrazione si svolga nel modo più ordinato e dignitoso.

2.2. Si ponga attenzione al modo di vestire di ragazzi e adulti, curando il decoro e la semplicità.

2.3     È raccomandata la concelebrazione dei sacerdoti presenti.

2.4    Il Vescovo è il ministro ordinario del sacramento della Confermazione. Conferisce validamente questo sacramento anche il presbitero provvisto di questa facoltà in forza del diritto universale o per speciale concessione della competente autorità. All’inizio dell’anno pastorale ogni parrocchia concordi con il vescovo la data per la Cresima.

  1. I candidati alla Cresima siano opportunamente preparati, sia spiritualmente sia in relazione allo svolgimento del rito. Niente sia lasciato all’improvvisazione. Si abbia cura che la celebrazione si svolga in un clima familiare, raccolto e sobrio. I ragazzi siano condotti a una partecipazione intensa e viva attraverso un inserimento diretto e ordinato ai vari momenti della celebrazione come: la processione d’ingresso, la presentazione dei doni, la partecipazione attiva alla preghiera e al canto liturgico. Si presti attenzione agli atteggiamenti anche esteriori da assumere nei diversi momenti della celebrazione, illustrandone precedentemente il significato.
    1. La celebrazione sia solenne e al tempo stesso sobria. Non si dimentichi che i riti devono “splendere per nobile semplicità”. Nulla distragga l’assemblea e soprattutto i cresimandi, ma tutto concorra a favorire la partecipazione “piena, attiva e consapevole”. Si evitino simboli e gesti estranei alla liturgia; si valorizzi la professione di fede e la preghiera del Padre nostro.
    2. La celebrazione inizi possibilmente con una processione, proveniente dall’esterno o formata alla porta della chiesa. Il parroco, un altro sacerdote o il diacono se presente, potrebbe portare il vasetto con il sacro crisma, collocandolo poi in un luogo opportunamente preparato e ben visibile nei pressi dell’altare, ma non su di esso. In ogni caso il vasetto con il sacro crisma sia collocato in un luogo degno.
    3. I canti siano scelti in modo da coinvolgere tutta l’assemblea. È molto importante la presenza di una guida che sostenga e incoraggi la partecipazione dell’assemblea durante tutta la liturgia tenendo presente che normalmente si tratta di assemblee composite e facili alla distrazione. Non vengano mai affidate esclusivamente al coro o ad un solista tutte le parti da cantare e nemmeno ai soli cresimandi. Non manchi un canto di invocazione allo Spirito Santo (“Veni Creator” o altri) da eseguire durante l’unzione crismale. Si predisponga per tutta l’assemblea un apposito sussidio con il testo dei canti.
    4. La proclamazione della Parola di Dio sia fatta dagli adulti che solitamente esercitano questo ministero e non dai cresimandi che nella celebrazione sono i primi destinatari della Parola proclamata. Se per l’occasione i lettori vengono scelti tra i genitori dei cresimandi o tra i padrini e le madrine, si abbia cura che abbiano la debita preparazione, liturgica e tecnica, e non svolgano in modo improvvisato questo servizio. 
    5. La presentazione dei cresimandi sia compiuta dal parroco, in modo sobrio, dopo la proclamazione del Vangelo e prima dell’omelia. Se i cresimandi vengono chiamati singolarmente per nome ciascuno, alzandosi in piedi, risponde: “Eccomi”.
    6. Durante l’imposizione delle mani e l’invocazione dello Spirito va osservato il più assoluto silenzio. 
    7. L’unzione crismale sia compiuta facendo udire la formula. Il coro e l’assemblea possono eseguire canti e invocazioni allo Spirito, ma senza sovrastare il dialogo tra il Vescovo e il cresimando.
    8. Il diacono qualora fosse presente, o altro ministro, sta alla destra del Vescovo e porge il vaso del crisma. Nell’avvicinarsi al Vescovo, il cresimando ha alla propria sinistra il padrino, che poggia la mano destra sulla sua spalla. Davanti al Vescovo o al suo delegato il padrino o il parroco pronuncia il nome del cresimando che, dopo la formula del sacramento, risponde “Amen”. Se lo si ritiene opportuno, può essere il cresimando stesso a pronunciare in modo chiaro il proprio nome di Battesimo davanti al Vescovo. Ricevendo dal Vescovo, secondo le consuetudini locali, il dono pasquale della pace, risponde: “E con il tuo spirito”.
    9. La preghiera dei fedeli sia preparata dagli stessi cresimandi, con l’aiuto del parroco e dei catechisti. Si caratterizzi per chiarezza e brevità. Si tenga presente lo schema proposto dall’orazionale: 1) per le necessità della Chiesa; 2) per la salvezza di tutto il mondo e per quanti hanno responsabilità nella vita pubblica; 3) per coloro che si trovano in situazione di sofferenza e di prova; 4) per la comunità locale e/o quello del rituale della confermazione: 1) per i nuovi cresimati; 2) per i genitori e i padrini.
    10. La processione offertoriale e la sua preparazione, non abbia inizio prima del termine dell’orazione conclusiva della preghiera dei fedeli. All’offertorio si presenti esclusivamente quanto è necessario alla celebrazione dell’Eucaristia e le offerte per i poveri. Eventuali altri doni saranno presentati al termine della celebrazione liturgica.
    11. La raccolta delle offerte tra i fedeli inizi contemporaneamente alla processione offertoriale e sia ultimata prima dell’inizio della preghiera eucaristica.

I neo-cresimati riceveranno per primi la Comunione (secondo l’opportunità, sotto le due specie); successivamente la Comunione verrà distribuita ai familiari, ai padrini e all’assemblea. I cresimati siano aiutati, dopo la Comunione, a disporsi in atteggiamento di raccoglimento e preghiera.

  1. L’avvenuta celebrazione della Confermazione, sia debitamente annotata nel registro dei Battesimi. Se il cresimato ha ricevuto il Battesimo in altra parrocchia, il parroco comunichi l’avvenuta Confermazione, perché sia registrata sul registro di Battesimo ivi conservato. Ogni parroco compili diligentemente il registro della Cresima riportando accuratamente e con precisione i dati del candidato, del padrino e della madrina. 
  2. I Fotografi: svolgano il loro servizio con la massima discrezione e si limitino a fare fotografie nei momenti di seguito elencati: processione di ingresso, la preghiera dei fedeli unzione crismale, processione offertoriale, al termine della Messa (foto di gruppo con il vescovo). Si eviti di scattare foto durante la Liturgia della Parola, Preghiera Eucaristica, al momento della Comunione. Le altre foto con i parenti si scattino al termine della Messa, sempre nel rispetto del luogo di culto.

 

III.     DOPO LA CONFERMAZIONE

1.    Nella prospettiva catecumenale dell’iniziazione cristiana la celebrazione dei sacramenti non pone fine all’itinerario di conversione e di formazione, ma apre al tempo della piena consapevolezza e appartenenza alla vita cristiana. È questo il tempo della mistagogia nel quale, richiamando i gesti e le parole della celebrazione, la comunità offre, a chi ha compiuto il cammino dell’iniziazione sacramentale, un ulteriore accompagnamento perché scopra e viva in pienezza nella sua vita il dono che ha ricevuto. 

2.    È importante che la vita cristiana alla quale i ragazzi sono stati iniziati prenda vigore attraverso l’ascolto della Parola, la riflessione sui contenuti della fede, la preghiera, la liturgia, la pratica della carità, la vita fraterna e il servizio. Saranno per questo particolarmente opportune le proposte dei gruppi di post-cresima, con percorsi legati alla realtà parrocchiale e interparrocchiale e alle proposte diocesane del Servizio di Pastorale Giovanile e vocazionale.

 

                               Si approvano queste disposizioni

Ales, 09 novembre 2017

Dedicazione delle Basilica Lateranense              

 + Roberto Carboni 

                                         Vescovo